venerdì 22 novembre 2013

Gange

Non riconosco più i miei sentimenti. Sono un freddo titano di metallo, che ascolta ipocrisia e felicità. Ed è partita Blue Veins come mi aspettavo, ma solo dopo Adoratorio. No, non vorrei lasciarti da pensare perché forse prima vorrei farti soffrire. As long you're inside my blue veins.  Ho paura di cadere, sarebbe una caduta dolce, dolce..
Ho capito ora perché gli indiani si bagnano nel Gange; essi si lavano dell'acqua dei morti. Forse i morti possono dare forza, o freddo. Essi si bagnano del passato, chi non ha bisogno del passato. I cadaveri, di carne, sono forza.
Ora sono meno confuso. Forse sarò nel Gange anche io domani, o forse non lo so. Tutto di chiude, l'anello torna e il serpente si mangia la coda.
Vi prego solo di guardarmi fra le zattere e le bottiglie, fra i cani profanatori, a galleggiare nel fiume del passato, assieme ai turbanti arancioni e le piaghe del presente sulla pelle.

domenica 6 novembre 2011

Cecità.

"Riesco a toccarti, nonostante questo, riesco a sentire che sei bella."

E alza quel volume! Non sento le chitarre, non le sento! Alzalo! Alzalo! Alzalo!
Voglio arrivare al punto di non sentire più i miei pensieri, sentire solamente megahertz, onde sonore che schiacciano i miei timpani, svenire dal dolore della musica, esplodere a ritmo di basso!

Fallo! Alzalo! Musica stuprami, ti prego, non ti denuncerò, lo desidero con tutto me stesso, ora alza quel volume!

Rumore bianco sto cazzo

Complimenti. Sei entrata nella schiera delle persone per cui ho scritto. Complimenti, veramente.
Dovresti esserne orgogliosa. O forse no?

lunedì 4 luglio 2011

E arriva quel giorno

che non senti più la sigaretta.
che non riesci più a scrivere.

che sei bloccato e vivi cercando di stare in bilico su una fune; non sbilanciarti, cadrai. non sbilanciarti, ti farai male.
che assumi la stessa espressione per chiunque, qualunque, dovunque.
che vivi per nessuno, da nessuna parte, con nient'altro.

che usi delle anafore perchè non sai scrivere.

giovedì 5 maggio 2011

brillo

che spreco di tabacco, sono un poco sotto. si, c'è l'ho fatta!
vedo il mondo come mi appare.
sinestesia, entra in gioco.
scivolo.
sbattimi, prendimi e usami.
fottimi.
jim morrison ha la sua influenza.
ti prendo, ti spoglio, tocco.
con una mano entro nel petto e tocco il tuo cuore cercando di farlo battere assieme al mio.
deve piacerti sapere che la tua vita è in mano a me. entrambi, nudi, giochiamo a fare dio.
e un anima che si avvicina all'altra, ansimanti.
"le mie mani sono piccole, si allontanano da me, non ho più la percezione"
è un'onda, come quella di un lago in cui hai buttato un sasso:
riesco a toccare le tue ossa, i tuoi nervi; ora li comando io.
posso farti provare paura, allegria, sonno, eccitazione.
decido per l'eccitazione. ti vedo pian piano urlare, ti sento pian piano aprire gl'occhi.
e poi entrambi sveniamo e le nostre menti si alzano sudate dai corpi bagnati e cerchiamo di non farne una disgrazia.
forse ci perdoneranno.
urliamo ma nessuno ci sente.
urliamo ancora.
è bello e incominciamo a fare l'amore.
questa volta non hai un cuore e sono triste. tu sorridi.

"un'altra donna, un'altra storia."
siamo per terra. io e te. il gatto ci fissa.
io sono perso. sono perso e sono perso di te.
non posso fare a meno di guardarti.
"mi manchi"
ti do un bacio sulla guancia, tu mi dai un bacio sulla guancia.
ti do un bacio sul collo, tu mi dai un bacio sul collo.
faccio per darti un bacio sulla guancia, direzione sbagliata, finisce in un bacio sulle labbra.
chiedo scusa, mi spingi via, cado a terra, tu salti sopra di me e mi baci.
continuiamo, labbra con le labbra e l'adrenalina sale.
sale sale sale sale sale sale sale sale sale sale
capovolgo la situazione
ci ritroviamo senza maglie e il mio corpo urla.

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!

chemmerda. non è andata così.
sono un bugiardo, sono un bugiardo!
cristo
rabbia che sale rabbia che sale
non voglio
sto per rompere la tastiera
cazzo
devo dirvelo in faccia per farvi capire l'intesità
cazzo!
non respiro
starò sdraiato, ciao.

martedì 3 maggio 2011

Update

E' come un piccolo teatrino che si svolge nella mia testa.

Tutti si guardano sospettosi, mani sulle pistole nascoste per togliere la sicura.
Serietà guarda Libido e le dice "Oi!" (alla mò di Cal Lightman, lo adoro come lo dice, sembra un pugno in faccia). Libido lo guarda ma è troppo lenta e muore.

Ok, si, un pò di gente è sconvolta, ma non è sto gran problema. Si rifarà viva.
Serità fa il bullo questa sera ah?
No problema, Mr. Alcool Dipendenza da lo guarda e fa un ghigno.
Con un implicito accordo comune sfilano le spade e iniziano un duello.
Tutti tifano per Dipendenza, specialmente Livello Nicotinico, suo caro compagno di avventure!

Nel frattempo Libido risorge dalle sue ceneri, e in una fusione con Istinto Animale fa esplodere le pareti del cranio!
Papparaaa!

Ricordi si alza di colpo e sale nel punto più alto, attirando l'attenzione di tutti.
"Buttati, buttati!" gli gridano, ma lui non ne vuole sapere.

E infine,

domenica 1 maggio 2011

Ma che poi

fondamentalmente,
sono sbalzi di umore.

lunatico lunatico lunatico
il coro delle bambine che mi scherniscono; ho quarant'anni e delle bambine mi cantano filastrocche offensive.

ma chi mi conosce? ah, non io di certo.
e tu saresti scusa? la tua testa.

e questa fissazione coi quarant'anni? chi sei, Cisco?

non è il solito post. non assume tanto un gusto, assume la neutralità.
ma si può assumere la neutralità?

[cantilenante]
ma che poi, tu cosa fai?
aspetto.
[cantilenante]
e poi, tu cosa aspetti?
ti va una caramella?

sbruffolotto.
ah, oddio, questo me lo ero dimenticato!

mi mancano i miei capelli!

lunedì 31 gennaio 2011

Delirio

E forse a te lettore darà fastidio che inizi una frase con una congiunzione, ma sai cosa da fastidio a me? Te lo sei mai chiesto?
Miliardi e miliardi di balordi presenti sul pianeta terra, sono tutti da sterminare, cosicchè la solitudine diventi la normalità anzichè una condizione forzata.
Desiderare di trovarsi con te a nuotare nudi in un fiume e poi sentire il tuo corpo che mi farebbe mancare il respiro più del tuffo nel gelo.
Mi scoccia dipendere da una serie di freddi cavi e resistori, valvole e catodioni, per sentirmi qualcuno o ricevere un battito di ciglia-pixel.
Il ricevere attenzioni solo da un animale è logorante, mi fa solo voglia di scendere al suo livello, strisciarmi sulle gambe di sconosciuti benevoli di carezze e unghie paradisiache per il ventre.

C'è solo bisogno di delirare, c'è solo bisogno di urlare parole scurrili in mezzo ad un parco senza alcun particolare motivo, perchè non lo capisci? Per un delirio serio, leggi Allan Ginsberg, per un delirio del cazzo segui me.

Vivere in mondo in cui tutti siamo gatti jazzisti che fanno dello scat di notte, ordinando scatolette dall'odore nauseabondo e bocconcini dal sapore chimico a una cameriera coi baffi lunghi, sembra attraente da lontano ma appena si avvicina e ci scambi qualche mugolio scopri che è madre di altri 7 piccoli esserini agognanti di latte.
Te ne vai e con indosso il tuo cappello ti incammini verso ciò che è la chiesa di Dioniso, dove le Ninfe ti trasformano in tutto ciò che vuoi essere e ciò che non vuoi essere mai, portandoti in un mondo di urla, seni bagnati e vino che scorre sul tuo corpo.
E Dioniso in persona si congratula con te, ti guarda con un ghigno e tu pensi per un attimo di voler fare l'amore anche con lui, ti dirigi verso la porta, urlando impaurito e trovi per terra una collana col ciondolo di uno scheletro.
Sconvolto, maltrattato, psicologicamente labile, ti allontani dalle fontane del piacere e ti presenti a casa della tua vecchia bisnonna, deve prendere la pillola, altrimenti morirà, ma lei non vuole prenderla, non vuole continuare a vivere; ti chiede se se hai conosciuto i piaceri della chiesa di Dioniso, tu le rispondi di no, lei ti punisce con una frusta nascosta sotto la sua coperta, ma in quel momento il suo cuore si ferma e tu non hai tempo di chiederle se ti punì per la bugia detta o per aver fatto ciò che non hai il coraggio di confessare.
E allora al funerale tutti piangono, chi si rotola a terra dalle risate "la vecchia è schiattata, la vecchia è schiattata!", tu impassibile mangi del pane sopra il suo cadavere lasciando cadere le briciole dentro alla sua bara coperta di finto platino.
E allora te ne vai, col indosso il tuo soprabito nero, quando per strada ti ferma una prostituta, ti chiede se vuoi fare un giro, ti avvicini, ti punta un coltello fra la prima e la seconda costola e sei senza soprabito tutto d'un tratto.
E voler scrivere, cantare, urlare, ballare, disegnare sogni che ti ingannano al risveglio con delle lacrime portate da li al mondo reale, ma non riuscirci perchè devi farti la barba, altrimenti il grande fratello ti guarderà male.
E finirai in un campo di concentramento, dove sarai tu a derubare gli altri poveri ebrei tormentati dall'ingiustizia del vaticano, facendo la spia per guadagnarti la stilla di zuppa in più durante il pranzo.
Spostare indescrivibili massi di pietra pomice lungo la via crucis del campo, solo perchè dicesti di amare te stesso e non un dio, solo perchè decidesti di vedere cose che nessun altro ammetteva di vedere.
E uscire dopo eoni, zoppicante ti dirigi verso la tua automobile che sa ancora di cuoio e sigaretta, la accendi e comincia ad uscire fumo dal cofano, decidere di camminare.
E sentire le tue scarpe urlare di dolore perchè le loro suole stanno venendo divorate da sassi piranha e i lacci perdere sangue in silenzio, carichi di rispetto per il loro camminatore.
Arrivare sotto un albero e prendere il tuo coltello, decidere di togliere la vita a qualcuno per la semplice soddisfazione di farlo e dargli una morte veloce e indolore perchè infondo, tu non volevi farlo.
Vedere Satana comparire davanti a te e complimentarsi, ha deciso di premiarti, improvvisamente suoni la chitarra come Jimmy Page e scopi come il figlio di un gestore di una casa chiusa.
E tutto ricomincia.